CRAVATTA: ieri e domani

La cravatta. Simbolo di stile, di distinzione e di eleganza. Oggetto di disegni, grafiche e colori vari.

Ma dove arriva questo accessorio maschile portatore di fascino e classe?

Come dicono alcune pubblicazioni, probabilmente l’antenato fù un semplice pezzo di stoffa indossato dai legionari romani nel II secolo d.C ma la verità è che dobbiamo aspettare il XVII secolo per vedere una sua applicazione come vezzo di vanità. Erano infatti i gentiluomini ad indossare dei veri e proprio fazzoletti da collo tenendo alti i colletti alti delle camice di allora.

Siamo in Francia quando nel 1600, il Plastron entra a far parte della moda maschile. Si tratta generalmente di un fazzoletto bianco semplicemente annodato intorno al collo. Nato “come sciarpa da caccia” utile all’emergenza per tamponare ferite, è entrato nei salotti come accessorio realizzato nelle più pregiate stoffe a disposizione.

Nel 1800 gli Inglesi interpretano nuovamente questo pezzo, accorciandolo e introducendo sfumature di colore neutre e annodandolo in maniera voluminosa per poi fermarlo con spille decorate. I tessuti scelti diventano quindi più strutturati per consentirne il mantenimento della forma. I colori diventano più accesi, vicini a quelli tipici della campagna inglese. Quella che ospita da secoli la corsa ippica Royal Ascot. Siamo quindi arrivati alla Cravatta Ascot.

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Ludwig van Beethoven

Ludwig van Beethoven

Bisogna però ringraziare George Brian Brummel, il dandy che introdusse una moda assolutamente innovativa per il XIX secolo. Odiando le vistosità e l’esagerazione, il suo abbigliamento era caratterizzato da uno stile in cui “semplicità” è sinonimo di estrema eleganza. Usava indossare un frac blu, panciotto e pantaloni beige, stivali neri e un fazzoletto da collo. Tanto attento al proprio look da sostituirlo con un altro nel caso in cui il primo tentativo di nodo risultasse di brutto effetto. Una volta stropicciato non era più utilizzabile secondo il suo buon gusto, ed è inutile specificare ovviamente che possedeva una quantità impressionante di fazzoletti da collo candidi ed inamidati.

Pantaloni, beige e giacca blu? A nessuno di voi ricorda qualcosa?

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Lord George Brian Brummel


BOGGI 2014

BOGGI 2014

Torniamo alla nostra cravatta. Nel 1880 alcuni ragazzi del Exter Collage di Oxford annodarno ala collo i nastri dei loro cappelli di paglia. Chiesero in seguito al loro sarto di confezionare per loro dei “nastri” con i colori appropriati dando così il via all’uso della Macclesfiled tie. L’antenata della cravatta a disegni.

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Lavorata tendezialmente in seta grezza proveniente dalle indie occidentali.

All’inzio del 1900, la cravatta a disegni divenne accessorio destinato ai membri del ceto medio e simbolo di riuscita all’interno delle società. Da qui ecco che l’accessorio diventa simbolo di uno status.

La forma cambia, si stringe e si allunga. Nel 1924 iniziamo a scorgere la cravatta moderna. Prima di questa data venivano tagliate a dritto filo e foderate con un tessuto differente. Per questo l’usura era decisamente più veloce e il nodo creava pieghe assolutamente disarmoniche.

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Jesse Langsdorf, new yorkese attento ai dettagli trovò una soluzione tagliando la seta con un angolo di 45 gradi rispetto al dritto filo, impiegando tra strisce del medesimo tessuto cucite insieme. Tale procedura è stata ufficialmente brevettata e tutt’oggi le migliori cravatte, rispettano ancora tale procedimento.

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Jesse Langsdorf, 1924

LE RIGHE : In inghilterra la riga, è spesso sinonimo di appartenenza. I colori e i passi delle righe infatti indicano uno specifico reggimento, collage, scuola o club. Per questo infatti gli stranieri che le comprano solo per un mero gusto estetico potrebbero incorrere in una spiacevole gaffe incontrando un socio d’affari inglese. Le combinazioni cromatiche eloquenti sono tantissime, e i rischio di indossarne una rappresentante qualche associazione senza farne parte è altissimo!

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Black Watch’s tie


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Staffordshire Regiment’s tie

IL TOP : Le migliori sono quelle in pura seta o lana, l’etichetta corretta dovrebbe però fare riferimento solo all’esterno. Infatti anche le cravatte più pregiate hanno un interno realizzato con un materiale differente. Solo le Fold ties possono fregiarsi della denominazione 100% seta. Nel caso sarete di fronta ad un vero e proprio capolavoro. Il quasrato di seta viene ripiegato fino a 7 volte per ottenere la forma della cravatta dandole il nome di Seven Folds Ties. Nessun imbottitura interna e nessun altro materiale impiegato. Solo seta.

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Battisti 7 Fold Tie

PER LAVORO : Regola vorrebbe che la cravatta anche se di qualità altissima debba essere rigorosamente sobria. Trame classiche che svelano il loro pregio solo nei dettaglio, ed esclusivamente all’occhio clinico di un estimatore.

http://tomandlorenzo.com Jaimie Dornan/ Christian Gray

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Jaimie Dornan/ Christian Gray

DA CERIMONIA : Ulteriormente sobria, è modesta anche nel colore. Se si è protagonisti assolutamente vietate cravatte nere e cravatte bianche, una troppo scura e l’altra quasi invisibile. A meno di look particolarmente ricercati meglio puntare ai blu notte o ai grigi canna di fucile, piuttosto che tutte le tinte pastello. Anche le fantasie non sono indicate, a meno che non apparteniate a qualche associazione o club, o a meno che la vostra famiglia non vanti un “regimental” personale è meglio relegare pois righe e fantasie a situazioni che vi vedranno ospiti oppure ai momenti del lavoro.

Abito CANALI  2014/2015

Abito CANALI 2014/2015

  UN ACCESSORIO DA RISCOPRIRE : il CACHE COL

 

TZA04913013_APerché rinunciare all’eleganza anche nei momenti meno formali? Abbandonata la cravatta e riscoprite il fascino del Cache Col! Generalmente si abbina ad un blazer di colore blu oppure ad una giacca in maglia. Da abbinarsi ad un abbigliamento generalmente curato ma senza dettami di formalità, questo accessorio viene utilizzato anche in diverse fantasie, come i pois o motivi decorativi floreali. Valorizzare un look sportivo con un dettaglio di eleganza non può che rendere l’insieme piacevole senza diventare impegnativo! In fondo…come scrisse Christian Dior…

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“L’eleganza deve essere la giusta combinazione di distinzione, naturalezza, cura e semplicità.

Fuori da questo, credetemi, non c’è eleganza. Solo pretesa.”

_Pat

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